​​

Amico Pediatra è un sito di informazioni complete, accurate e autorevoli sulla salute del bambino. I contenuti sono scritti esclusivamente da medici pediatri e da professionisti qualificati in ambito medico-sanitario.

Cosa ci dicono le feci dei bambini

Le feci dicono molto sulla salute dei bambini. L’aspetto, il colore, la consistenza e la quantità delle feci variano con la crescita del bambino e non è sempre facile per un genitore capire quando sono normali o quando invece segnalano un problema di salute.

In questo articolo vengono analizzate le caratteristiche delle feci dei bambini allattati al seno, di quelli allattati con latte artificiale, i cambiamenti che si verificano quando vengono introdotti nella dieta del bambino alimenti diversi dal latte, ma soprattutto vengono fornite informazioni per aiutare i genitori a capire quando la situazione può essere considerata normale, quando è il caso di consultare il proprio pediatra o quando invece è necessario recarsi con urgenza in Pronto Soccorso.

Con quale frequenza si devono scaricare i bambini

Il numero delle scariche dipende dall’età, dall’alimentazione e varia comunque da bambino a bambino.

In generale, i neonati si scaricano dopo ogni pasto (anche 6-10 volte nelle 24 ore) ma dopo circa 3-6 settimane il numero delle scariche tende a diminuire. Man mano che il bambino cresce il numero delle scariche diminuisce fino ad arrivare ad 1 scarica ogni 1-2 giorni nei bambini più grandi che hanno un’alimentazione completa (“da adulto”).

La cosa più importante è che le feci siano abbastanza morbide e che il bambino riesca a scaricarsi senza fatica; se sono dure e secche ci si può trovare di fronte ad una situazione di stipsi che richiede una valutazione pediatrica.

Le feci del bambino appena nato

Il meconio

Le prime feci emesse da un neonato si chiamano meconio e si presentano come un materiale simile a catrame di colore nero o nero-verdognolo, denso, vischioso.
Il meconio è costituito dai prodotti delle secrezioni intestinali e dalle sostanze che il neonato ha ingerito in utero nel periodo che ha preceduto  la nascita: liquido amniotico, residui cellulari, urina. E’ quasi privo di odore e questo può portare i genitori a non capire quando è il momento di cambiare il pannolino.

Le feci di transizione

Nel giro di 3-5 giorni il meconio si trasforma in feci di transizione che sono più morbide e facili da emettere, di colorito verde-marrone. La comparsa delle feci di transizione ci dice che il neonato ha iniziato a digerire il latte e che l’assorbimento intestinale avviene correttamente.

In 5-6 giorni le feci di transizione di trasformano nelle normali feci del periodo di allattamento: il loro aspetto cambia a seconda che il bambino sia allattato al seno o con latte artificiale.

Attenzione: se le feci emesse dal neonato hanno ancora l’aspetto del meconio dopo 3 giorni di vita, o se vi è un ritardo nel passaggio dalle feci di transizione alle feci di allattamento, è importante segnalarlo al proprio pediatra. Questi ritardi potrebbero essere dovuti al fatto che il bimbo non sta mangiando abbastanza o ad altre situazioni che verranno nel caso valutate dal pediatra.

Le feci dei lattanti

Allattamento esclusivo al seno

Nei bambini allattati esclusivamente al seno le feci sono solitamente di colorito giallo o leggermente verdognolo e di consistenza cremosa o pastosa ma possono essere anche semi-liquide o così liquide da richiamare le feci della diarrea (senza avere tuttavia un cattivo odore). Possono essere presenti punteggiature chiare al loro interno.

Nei primi giorni di vita, se le feci che si vedono nel pannolino sono schiumose e di un colorito verde brillante che ricorda le alghe probabilmente il bambino sta assumendo troppo colostro, il primo latte che si forma nel seno della madre e che ha un basso contenuto di calorie. Questo si può verificare per un ritardo nel passaggio da colostro a latte di transizione, dovuto al fatto che il neonato viene attaccato prevalentemente ad un seno ritardando il passaggio colostro-latte di transizione nell’altro. Per ovviare a questa  situazione e fare in modo che entrambi i seni vengano stimolati in modo adeguato, è sufficiente iniziare sempre la poppata dal seno da cui è stata terminata la poppata precedente.

Allattamento artificiale

I neonati che assumono latte formulato hanno feci pastose simili al burro di arachidi e con varie tonalità di marrone: marrone chiaro, marrone tendente al giallo o marrone tendente al verde. Hanno un odore più intenso delle feci dei bambini allattati al seno e un po’ meno intenso di quelle dei bimbi che consumano cibi solidi. 

Ricordate che ogni bambino ha caratteristiche proprie anche quando si tratta di “fare la cacca”: imparerete presto a riconoscere l’aspetto “tipico” delle feci del vostro bambino. Per tutti i lattanti, in genere piccoli cambiamenti nell’aspetto delle feci non sono significativi se il bambino appare in buona salute e non ci sono altri sintomi. Ad esempio: le feci potrebbero essere occasionalmente più compatte del solito oppure più verdi (accade a volte se la mamma che allatta assume taluni alimenti). Se invece si verifica un cambiamento improvviso nell’aspetto delle feci accompagnato da segni di malessere, è bene contattare il pediatra.

Feci verde scuro o nere nei lattanti in terapia con ferro

I bambini a cui è stata prescritta una terapia con ferro (quasi sempre i bambini prematuri), sia allattati al seno sia artificialmente, a volte presentano feci il cui colore può variare dal verde scuro al quasi nero: si tratta di un fatto normale che non deve preoccupare i genitori.

Quando invece le feci si presentano molto scure o nerastre e il bambino non sta assumendo ferro è bene contattare il proprio pediatra per escludere patologie in cui possa essere presente un sanguinamento nell’apparato digerente.

Le feci dei bambini dopo lo svezzamento

Con l’inizio dello svezzamento, soprattutto nei bambini allattati al seno in modo esclusivo, è normale notare un cambiamento dell’aspetto delle feci. Nei bambini svezzati le feci tendono ad essere di color marrone o marrone scuro, di consistenza più densa delle feci da allattamento (ma ancora morbide) e di odore più intenso (e più sgradevole!) rispetto alle feci dei lattanti.

Feci che contengono cibo parzialmente digerito

Qualche volta è possibile osservare la presenza di pezzetti di cibo all’interno delle feci o improvvisi cambiamenti del loro colore (che può assumere sfumature rossastre, arancioni o bluastre).

La maggior parte delle volte non bisogna preoccuparsi: quanto descritto accade perché i bambini tendono a non masticare bene il cibo prima di ingoiarlo e perché alcuni cibi sono solo parzialmente digeribili o attraversano il tratto gastrointestinale in modo così veloce da non permettere la loro completa digestione.

Il pediatra andrebbe consultato quando la presenza di cibo indigerito nelle feci si verifica non occasionalmente, ma con una certa frequenza.

Le feci quando il bambino non sta bene

Feci liquide in caso di diarrea

In caso di diarrea, le feci si presentano semiliquide o liquide, tanto che spesso fuoriescono dal pannolino; sono composte più da acqua che da parti solide. Possono essere giallognole, verdognole o marrone chiaro.

La diarrea può essere segno di una infezione virale (la maggior parte delle volte) o batterica o di una intolleranza alimentare. E’ importante che venga rapidamente e correttamente trattata specialmente quando accompagnata da vomito perché può  condurre ad uno stato di disidratazione in poco tempo soprattutto nei bambini più piccoli.

E’ bene comunque consultare subito il pediatra se un bambino ha meno di 3 mesi o se sono presenti tracce visibili di sangue e muco.

Feci dure in caso di stipsi

Si parla di stipsi (o stitichezza) quando le feci sono dure e si presentano come sassolini (feci caprine). Il bambino può avvertire molto fastidio o dolore durante l’evacuazione e le feci possono presentare tracce di sangue dovute alla rottura di vasi sanguigni della regione anale durante il loro passaggio.

La presenza di stipsi occasionale non deve destare preoccupazione, ma è importante consultare il pediatra quando la situazione tende a diventare cronica e se le scariche con sangue tendono a essere frequenti.

La stipsi si presenta spesso al momento dell’inizio dello svezzamento: è del tutto normale e in questo caso è bene aumentare l’apporto di acqua nel corso della giornata. Può talvolta invece essere un segno di ipersensibilità nei confronti delle proteine del latte o della soia o di altre sostanze. Sarà nel caso il pediatra a valutare l’opportunità di fare approfondimenti diagnostici o modificare la dieta del bambino.

Nel bambino più grandicello la stipsi può presentarsi anche a seguito di cambiamenti nella quotidianità, come l’inserimento al nido o il passaggio dal pannolino al vasino, cui il bambino reagisce trattenendo (anche involontariamente) le feci.

Feci con muco

Le feci che contengono muco sono abitualmente verdognole e presentano strie di sottili filamenti traslucidi. Qualche volta questo accade per motivi banali come quando i bambini salivano molto (la saliva contiene una parte di muco che non viene digerita) o quando sono raffreddati ed eliminano il muco prodotto nelle vie respiratorie deglutendolo.

Ma la presenza di muco nelle feci può anche essere un segno della presenza di un’infezione o di una intolleranza alimentare. E’ bene consultare il pediatra quando la presenza di muco è accompagnata da altri sintomi di malattia o anche in loro assenza quando è presente in maniera costante per più di 3 giorni.

Feci con sangue

Sangue rosso vivo

La presenza di sangue rosso vivo nelle feci può essere dovuto a diversi motivi.
E’ bene consultare il pediatra se si osservano:

  • feci di consistenza normale che presentano tracce di sangue (questa situazione sta ad indicare molto spesso una intolleranza alle proteine del latte vaccino);
  • feci dure con tracce di sangue rosso vivo (che possono testimoniare la presenza di ragadi anali o di emorroidi);
  • diarrea con tracce di sangue (che può essere causata da un’infezione batterica).

Sangue nerastro

A volte il sangue presente nelle feci è nero; questo significa che è stato digerito.
Di solito, al cambio del pannolino il sangue digerito si presenta sotto forma di piccole macchioline che somigliano a stami di papavero o semi di sesamo.

La sua presenza si nota spesso in lattanti nutriti al seno che deglutiscono il sangue fuoriuscito da ragadi del capezzolo. La presenza di sangue digerito in assenza di questa condizione deve essere segnalata al proprio pediatra per poter escludere la presenza di un sanguinamento nelle alte vie digerenti del bambino.   

Feci che devono far preoccupare

Ci sono alcuni improvvisi cambiamenti delle feci che possono far sospettare situazioni cliniche gravi (che fortunatamente sono anche molto rare) e richiedono un intervento medico immediato o un approfondimento diagnostico:

  • feci formate quasi completamente da sangue rosso vivo definite “ feci a gelatina di ribes” che indicano la presenza di un serio problema intestinale (l’intussuscezione intestinale che è la principale causa di occlusione intestinale nei bambini dai 4-5  mesi ai 3 anni di età). Questa situazione richiede l’accesso immediato ad un Pronto Soccorso pediatrico;
  • feci dense e nere formate prevalentemente da sangue digerito (questa situazione viene definita melena). Le feci sono scure e catramose come il meconio ma un po’ più solide e meno appiccicose. La presenza di melena segnala un sanguinamento dal tratto digestivo superiore, ma può anche essere causata da un’emorragia del piccolo intestino o essere di origine nasale. Segnalate subito questa evenienza al pediatra;
  • feci molto chiare, gessose, color argilla (definite feci acoliche) segnalano l’esistenza di un problema che riguarda il fegato, la cistifellea o le vie biliari.  Anche questo tipo di feci deve essere segnalato con tempestività al pediatra.

In ogni caso, come regola generale, se durante il cambio del pannolino si notano nelle feci caratteristiche completamente diverse dal solito è bene farlo presente al pediatra.   

                                                                                                                                                                                      

Pediatra di Famiglia a Cantù (CO) - Agenzia di Tutela della Salute dell'Insubria, Regione Lombardia. Tutor di Pediatria per il corso di Laurea Magistrale in Medicina e Chirurgia – Università degli Studi di Milano Bicocca.

Le informazioni di tipo sanitario contenute in queste pagine non possono in alcun modo intendersi come riferite al singolo e sostitutive dell'atto medico; per i casi personali si invita sempre a consultare il proprio Pediatra. I contenuti di queste pagine sono soggetti a verifica e revisione continua; tuttavia sono sempre possibili errori e/o omissioni. amicopediatra.it non è responsabile degli effetti derivanti dall'uso di queste informazioni.