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Sonnambulismo nei bambini

Cos’è il sonnambulismo

Il sonnambulismo è un disturbo che appartiene al gruppo delle parasonnie termine  con cui vengono accumunate perturbazioni non patologiche del sonno di cui fanno parte anche il pavor nocturnus (terrore notturno),  il bruxismo (digrignare i denti durante il sonno) e alcune forme di enuresi (bagnare il letto durante il sonno).

Il sonnambulismo è abbastanza frequente in età pediatrica; circa  il 15-30 % e dei bambini presenta almeno una volta un episodio di sonnambulismo e circa il 6% presenta episodi ricorrenti.

L’età di insorgenza va dai 4 ai 12 anni, con una maggiore frequenza di episodi dopo i 7 anni; il disturbo è più frequente nei maschi. La maggior parte delle volte si risolve spontaneamente durante la pubertà (è presente nell’1-2% della popolazione adulta).
Gli episodi di sonnambulismo si presentano la maggior parte delle volte nelle prime 2-3 ore dall’addormentamento nella fase del sonno profondo.

Cause del sonnambulismo

Le cause del sonnambulismo non sono ancora del tutto conosciute; si ritiene tuttavia che i fattori genetici rivestano un ruolo importante (nel 50% circa dei casi un familiare ha presentato questo disturbo da bambino).

Fattori scatenanti possono essere  stress, disagi psicologici, febbre alta, patologie infettive, deprivazione del sonno, apnee notturne.   

Sintomi: come si presenta il sonnambulismo

Durante gli episodi di sonnambulismo il bambinoa volte  si siede sul letto con gli occhi aperti, parla, canta o emette suoni incomprensibili; altre volte si alza, cammina, mette in atto comportamenti abituali come lavarsi o vestirsi, preparare la cartella, scendere e salire le scale, aprire una porta, accendere la televisione. Questi episodi durano mediamente dai 5 ai 20 minuti, raramente più a lungo. La maggior parte delle volte al termine di ogni episodio il bambino torna a letto a dormire.
In realtà, anche se ha sempre mantenuto gli occhi aperti, il sonnambulo non ha mai smesso di dormire e ha compiuto tutti i movimenti, anche molto complessi, senza averne coscienza. Questa inconsapevolezza rappresenta il problema più grande per bambini che soffrono di questo disturbo e li espone a mettersi in situazioni  pericolose per la propria incolumità.

I sonnambuli possono diventare aggressivi se vengono toccati dai genitori nel tentativo di svegliarli.
Il giorno seguente non esistono ricordi di quanto accaduto durante la notte. 

Diagnosi di sonnambulismo

La diagnosi di sonnambulismo è clinica e si basa sul racconto di chi ha assistito all’episodio.

Esami di tipo strumentale come l’ EEG (elettroencefalogramma) vengono richiesti dal Pediatra solo nei casi in cui gli episodi raccontati non siano una chiara manifestazione di sonnambulismo, per escludere patologie di altra natura.

E’ consigliabile chiedere la consulenza di un neuropsichiatra infantile esperto in disturbi del sonno se gli episodi hanno le seguenti caratteristiche:

  • si presentano più di 2 volte la settimana;
  • avvengono più volte nel corso della stessa notte o dopo diverse ore dall’addormentamento;
  • il bambino compie azioni pericolose o è molto agitato;
  • il bambino, oltre ad essere sonnambulo, fa anche la pipì a letto o ha comportamenti particolarmente ansiosi.

Terapia del sonnambulismo: come si cura

Nella maggior parte dei casi l’evoluzione del disturbo è positiva; tende a risolversi spontaneamente senza terapie.

Nei casi complessi il primo approccio è di tipo comportamentale.
Ai genitori viene illustrata l’importanza dell’igiene del sonno: mantenere orari di addormentamento/risveglio regolari e non andare a dormire troppo tardi per  evitare situazioni di deprivazione del sonno.

Possono essere  utili tecniche di rilassamento da mettere in atto al momento dell’addormentamento.
Un tipo di trattamento che alcuni specialisti consigliano consiste nell’imporre alcuni risvegli notturni programmati per alcune settimane con l’obiettivo di modificare gli stimoli elettrofisiologici che provocano il disturbo. E’ un impegno faticoso che comporta di svegliare il bambino una quindicina di minuti prima dell’ora in cui solitamente si presenta il sonnambulismo  e di aiutarlo poi con calma a riaddormentarsi. I risultati di questo metodo sembrano molto buoni.

Solo nei rari casi che non rispondono alla terapia comportamentale e in cui gli episodi  sono molto frequenti o si attuano con modalità che mettono in pericolo  l’incolumità del bambino, può essere d’ai una terapia di supporto con integratori alimentari che contengono L-5-idrossitriptofano derivati dai semi di Griffonia, detta anche fagiolo africano.  
Questa sostanza è in grado di aumentare i livelli della serotonina, un neurotrasmettitore che agisce sul benessere della nostra mente, sul tono dell’umore e sula stabilizzazione del sonno e della melatonina che svolge un ruolo importante nella regolazione del ritmo sonno-veglia.

Prevenzione degli episodi di sonnambulismo

Buone  abitudini riguardo al sonno e tecniche di rilassamento possono aiutare a prevenire o ridurre gli episodi di sonnambulismo come:

  • andare a letto ogni sera alla stessa ora;
  • riproporre una routine rilassante come un bagno caldo o ascoltare musica soft prima di addormentarsi;
  • far addormentare il bambino in una camera comoda, tranquilla con luci soffuse;
  • mantenere la temperatura della camera da letto intorno ai 21-22° C;
  • limitare l’assunzione di liquidi prima del riposo notturno e assicurarsi che il bambino faccia la pipì prima di andare a letto.
  • evitare bevande zuccherate o che contengono caffeina (Cocacola) prima che si addormenti.

Prevenzione dei traumi durante episodi di sonnambulismo

Il sonnambulismo non è per sé stesso pericoloso per la salute del bambino ma è importante adottare misure che impediscano al bambino sonnambulo di cacciarsi in situazioni  pericolose.

Cosa fare

  • Non tentare di svegliare il bambino soprattutto se in situazioni in cui potrebbe cadere  ma accompagnarlo pazientemente verso il letto .
  • Chiudere con cura porta d’ingresso e finestre della camera da letto del bambino con serrature speciali o dotarle di allarmi.
  • Non far dormire il bambino in letti a castello.
  • Rimuovere oggetti appuntiti o di vetro posizionati nelle vicinanze del letto.
  • Tenere fuori portata oggetti potenzialmente pericolosi.
  • Rimuovere oggetti che possano far inciampare il bambino.
  • Mettere cancelletti di sicurezza sulle scale.
  • Regolare la temperatura dell’acqua calda per prevenire le ustioni.

Quando rivolgersi al Pediatra

Anche se si tratta quasi sempre di manifestazioni non patologiche, che si risolvono spontaneamente, è bene comunque informare il pediatra, alla prima occasione, del verificarsi di un episodio di sonnambulismo.

Chiedere invece un appuntamento non urgente quando:

  • gli episodi si verificano con regolarità;
  • determinano sonnolenza durante il giorno;
  • presentano comportamenti pericolosi;
  • non si risolvono nell’adolescenza.

Pediatra di Famiglia a Cantù (CO) - Agenzia di Tutela della Salute dell'Insubria, Regione Lombardia. Tutor di Pediatria per il corso di Laurea Magistrale in Medicina e Chirurgia – Università degli Studi di Milano Bicocca.

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