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Cosa si può fare per prevenire l’asma bronchiale nei bambini

bambina con i capelli rossi annusa mazzo di margherite gialle

L’asma è una malattia infiammatoria cronica dei bronchi, caratterizzata da tosse secca e respiro sibilante ed affannoso, spesso di origine allergica e molto diffusa in età pediatrica: l’Ospedale Bambino Gesù stima che in Italia colpisca il 10% dei bambini sopra i 6 anni. Fortunatamente la possibilità di trattare in modo efficace l’asma attraverso l’uso di farmaci è molto migliorata  negli ultimi anni, consentendo quasi sempre ai bambini asmatici di condurre una vita senza particolari limitazioni.

E’ comunque importante conoscere i comportamenti che è possibile adottare per evitare o ridurre l’esposizione ai fattori di rischio, al fine di prevenire lo sviluppo dell’asma, dei sintomi e delle riacutizzazioni.

Prevenzione primaria (prima della comparsa dei sintomi)

La prevenzione primaria è di difficile attuazione in quanto l’asma è una malattia che dipende da molti fattori ancora non del tutto conosciuti. Pertanto le misure preventive che è possibile consigliare sono poche e indirizzate alla prevenzione della sensibilizzazione allergica ed alla prevenzione di sviluppo di asma in soggetti sensibilizzati.

Esposizione al fumo di sigaretta

Un comportamento che ha dimostrato una efficacia sicura nella prevenzione è l’abolizione dell’esposizione al fumo di sigaretta sia in utero che dopo la nascita

Allattamento al seno

Per quanto concerne il ruolo della dieta, è emerso che l’allattamento materno esclusivo nei primi mesi dopo la nascita protegge dallo sviluppo di asma solo nella prima infanzia. L’allattamento materno associato ad una ridotta esposizione allergenica alla polvere domestica nei primi mesi di vita riduce la comparsa di asma nella prima infanzia e tale effetto protettivo persiste fino all’età adulta.

Animali domestici

Relativamente alla problematica molto discussa dell’efficacia preventiva del contatto con animali domestici nei primi anni di vita, questo non sembra aumentare o diminuire il rischio di sviluppare asma nei bambini. Invece, negli individui già sensibilizzati l’esposizione a cani e gatti costituisce un fattore di rischio per l’aggravamento dell’asma.

Non esistono attualmente chiare evidenze a supporto dell’efficacia di altri interventi di prevenzione primaria. La sensibilizzazione allergica si realizza verosimilmente in epoca prenatale con meccanismi e tempi ancora poco conosciuti, per cui non disponiamo di strategie volte alla prevenzione di questa condizione.

Prevenzione secondaria (alla comparsa dei sintomi)

Prevenzione secondaria dell’asma significa diagnosticare più precocemente possibile la malattia, al fine di garantire una prognosi migliore.

Molti studi hanno dimostrato che iniziare la terapia antiasmatica precocemente dopo l’inizio dei sintomi porta ad un miglior controllo a lungo termine della malattia e riduce il rischio di peggioramento della funzione respiratoria.

Una diagnosi precoce e un tempestivo inizio della terapia è particolarmente importante nel periodo dell’adolescenza, quando la crescita della funzione polmonare è più rilevante (in particolare tra i 10 e i 20 anni di età).

Prevenzione terziaria (dopo la comparsa dei sintomi)

La prevenzione terziaria si attua riducendo l’esposizione ai fattori in grado di scatenare i sintomi e le riacutizzazioni asmatiche in soggetti già identificati come asmatici (allergeni, infezioni virali, inquinanti ambientali, fumo di tabacco, irritanti in genere e farmaci).

Abolire completamente l’esposizione ai fattori di rischio è molto difficile in quanto la maggior parte dei pazienti asmatici reagisce a molteplici fattori che sono molto diffusi nell’ambiente.

Per quanto concerne la possibilità di ridurre l’esposizione agli allergeni negli ambienti chiusi, le misure di prevenzione riguardano in particolare l’esposizione agli acari della polvere attraverso l’utilizzo precoce di materassi e cuscini antiacaro, l’eliminazione di tappeti, tende e altri ricettacoli di polvere dalle camere dei bambini.

Può essere utile migliorare la qualità dell’aria fra le mura domestiche attraverso l’utilizzo di ionizzatori o piante dotate di particolari caratteristiche.

Ancora più difficile risulta la possibilità di ridurre significativamente l’esposizione agli allergeni dell’ambiente esterno. Una ridotta esposizione ai pollini può essere ottenuta chiudendo porte e finestre e rimanendo a casa nei periodi di maggiore concentrazione pollinica.

I pazienti con asma dovrebbero evitare l’esposizione ad inquinanti degli ambienti interni ed esterni.  La più importante misura nel controllo degli inquinanti ambientali interni è l’abolizione dell’esposizione al fumo attivo e passivo. Il fumo attivo e passivo è infatti associato a: maggior rischio di comparsa dell’asma; maggior gravità dell’asma; minor risposta alla terapia antiasmatica.

La riduzione di peso nei pazienti obesi con asma ha dimostrato di migliorare la funzionalità polmonare e lo stato di salute con riduzione sia dell’intensità dei sintomi  sia del numero di persone che li presentano.

In sintesi, un corretto stile di vita e l’adozione di adeguate misure di prevenzione possono aiutare a ridurre la frequenza e la gravità degli episodi asmatici nel bambino e a migliorare la qualità della sua vita.

Pediatra, esperto in omeopatia

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