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La vaccinazione contro la varicella

ragazzino guarda la siringa usata dal pediatra

Cos’è la varicella

La varicella è una malattia virale molto contagiosa, che lascia una protezione permanente (per cui non ci si riammala, di regola, una seconda volta).

Un soggetto che ha in corso la malattia è contagioso da 1-3 giorni prima a 5 giorni dopo la comparsa delle vescicole.
La trasmissione dell’infezione avviene da persona a persona tramite il contatto diretto con le lesioni o le goccioline respiratorie. E’ possibile essere contagiati anche da un soggetto affetto da Zoster (“Fuoco di Sant’Antonio”), poiché quest’ultima malattia è causata dallo stesso virus (che, dopo la varicella resta nell’organismo in forma latente, per poi riattivarsi).

Il periodo d’incubazione (durante il quale il germe, penetrato nell’organismo, non da ancora segni di malattia) è generalmente di 14-16 giorni.

La malattia si manifesta con piccoli pomfi (macchioline rosse un po’ rilevate), pruriginosi, che rapidamente si trasformano in vescicole contenenti un liquido trasparente, e poi in croste.
Le lesioni si possono presentare su tutta la cute, e sulle mucose (bocca e zona genitale).
Talvolta compare febbre.
Rare sono le complicazioni nell’età infantile, più frequenti e temibili negli adolescenti, negli adulti, e nei bambini con basse difese immunitarie.
Si possono infatti verificare casi di polmonite, glomerulonefrite (infiammazione del rene), epatite (infiammazione del fegato), encefalite (infiammazione del cervello), meningite (infiammazione della membrana che avvolge il cervello), e la sindrome di Reye (infiammazione del fegato e del cervello).

A giudizio del medico, la varicella può essere trattata con farmaci antivirali, che, se somministrati precocemente, possono ridurre l’intensità dei sintomi.

schiena di bambina affetta da varicella

Il vaccino antivaricella

L’unica misura preventiva è la vaccinazione.
Dal 2002 è disponibile in Italia un vaccino contro la varicella, costituito da virus vivi ma attenuati. Dal 2009 è disponibile anche un vaccino tetravalente, in cui il vaccino antivaricella è associato ai vaccini antimorbillo-rosolia-parotite.

Chi vaccinare

  • Il vaccino è fortemente raccomandato ai soggetti oltre i 13 anni d’età che non abbiano già contratto la malattia (perché più a rischio di contrarre complicazioni gravi). Se acquistato in farmacia, va conservato a casa in frigorifero tra +2/+8 C°. E’ preferibile acquistarlo lo stesso giorno della vaccinazione

Chi non vaccinare

  • Non devono essere vaccinati i bambini con età inferiore a 12 mesi.
  • Non devono essere vaccinati soggetti che negli ultimi 3-5 mesi abbiano ricevuto trasfusioni di sangue o terapie con immunoglobuline.
  • La vaccinazione va rimandata nei pazienti con malattia acuta (le infezioni lievi alle vie respiratorie superiori, con temperatura inferiore a 37.5°, non controindicano la somministrazione del vaccino).
  • In presenza di una malattia o di una terapia cronica (ad esempio a base di cortisone) è necessario che il medico valuti se vi sono controindicazioni alla vaccinazione

Dosi e calendario

E’ possibile vaccinare bambini che abbiano almeno 12 mesi di vita. Sono necessarie 2 dosi, con un intervallo preferibilmente di almeno 6 settimane tra una somministrazione e l’altra (non meno di 4 settimane)

Il vaccino viene iniettato nel deltoide (muscolo del braccio).

I soggetti vaccinati generalmente non sono contagiosi, ma è prudente che per 6 settimane evitino contatti con donne gravide che non abbiano già contatto la malattia, neonatisoggetti con deficit immunitari.

Efficacia

L’efficacia del vaccino sembra essere dell’80-100%.

Nei soggetti vaccinati che comunque contraggono la malattia, quest’ultima decorre in maniera meno grave, con un minor numero di elementi cutanei, temperatura meno elevata e rapida guarigione.

Effetti collaterali

La vaccinazione antivaricella è ben tollerata. Gli effetti collaterali sono minimi.

Sono possibili reazioni locali (rossore, gonfiore, dolore, tumefazione) nella sede dell’iniezione.
Alcuni bambini possono presentare reazioni sistemiche quali febbre, e manifestazioni cutanee varicelliformi diffuse o localizzate nella sede dell’iniezione (2-5 elementi).
Sono estremamente rare reazioni di tipo allergico e disturbi del sistema nervoso.

E’ prudente non somministrare acido salicilico nelle 6 settimane successive alla vaccinazione, perché è dimostrata un’associazione tra l’assunzione di questo farmaco durante la varicella e la comparsa della sindrome di Reye.