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Gemelli: accoglienza e gestione

primo piano di due gemelli di pochi giorni

I parti gemellari o plurigemellari in Italia sono aumentati di circa il 25 % negli ultimi vent’anni e rappresentano circa il 2% dei parti totali. Le cause di questo aumento sono da attribuire all’aumento dell’età delle neomamme e all’aumento delle gravidanze da procreazione medicalmente assistita.

Gemelli monozigoti e gemelli eterozigoti

Gemelli monozigoti

I gemelli monozigoti sono identici: derivano da una sola cellula uovo fecondata da un solo spermatozoo. Durante la moltiplicazione cellulare, lo zigote (così si chiama il primo insieme di cellule generato dalla fecondazione) si separa in due parti che formano due embrioni geneticamente identici. Ognuno di essi continua poi il proprio sviluppo.

Se la divisione avviene nei primi tre giorni dalla fecondazione, e questo accade in circa un terzo dei casi, ogni gemello avrà la propria placenta e il proprio sacco amniotico (gemelli bicoriali e biamniotici). Se la divisione invece avviene tra il terzo e l’ottavo giorno, i gemelli avranno un’unica placenta (monocoriali), ma due sacche o cavità amniotiche separate (biamniotici): questo è il caso che si verifica con maggiore frequenza (circa il 70% delle volte).

Raramente (nell’1% dei casi) la divisione avviene nella seconda settimana dalla fecondazione, i gemelli avranno allora un’unica placenta (monocoriali) e un unico sacco amniotico (monoamniotici). Rarissimamente la divisione avviene dopo il 14° giorno e in questo caso aumenta il rischio che i gemelli rimangano congiunti (gemelli siamesi).

I gemelli monozigoti sono dunque geneticamente identici, nel senso che hanno il 100% del DNA uguale tra di loro, per cui sono dello stesso sesso, hanno lo stesso colore di occhi e di capelli, lo stesso gruppo sanguigno ecc.

Gemelli eterozigoti

I gemelli eterozigoti (detti anche fratelli gemelli) sono i gemelli più comuni e possono essere dello stesso sesso o di sesso diverso. Provengono dalla fecondazione di due cellule uovo da parte di due spermatozoi. Si somigliano come due fratelli “normali”, non nati da parto gemellare, ma condividono tutta l’esperienza della vita intrauterina, e sicuramente dei primi anni di vita, come i gemelli monozigoti.

I bambini nati da parti gemellari o plurigemellari spesso vengono alla luce prima del termine, tendono ad essere più piccoli della media e richiedono perciò controlli pediatrici più frequenti.

ecografia di gemelli omozigoti

Come gestire i gemelli

Accudire dei gemelli è una esperienza  completamente diversa da quella di occuparsi contemporaneamente di due o più bambini nati in momenti successivi. Sin dall’inizio, accoglierli in casa dopo la dimissione dall’ospedale richiede una organizzazione particolare: l’allattamento al seno, misto o artificiale può risultare molto impegnativo, così come possono essere più gravose tutte le cure normalmente richieste da un neonato: bagnetto, cambio del pannolino, consolazione del pianto…

Quasi tutti i genitori trovano che seguire la crescita dei gemelli sia molto più impegnativo sia dal punto di vista fisico che psicologico rispetto ad allevare un bimbo alla volta.  Qui di seguito alcuni consigli che possono aiutare le mamme (ed i papà) dei gemelli ad organizzarsi e ad adottare le migliori strategie quotidiane possibili. 

Atteggiamento genitoriale

Identici ma diversi

Una cosa importantissima è che i genitori fin dall’inizio riconoscano a ciascun gemello la propria unicità come individuo. Soprattutto se i gemelli sono identici (omozigoti) è facile cadere nell’abitudine di vestirli  nello stesso modo, di regalare gli stessi giocattoli e dedicare loro lo stesso tempo e le stesse attenzioni. Anche se i gemelli sono fisicamente identici, sono diversi dal punto di vista psicologico ed emotivo e per fare in modo che crescano sereni e sicuri di se stessi è necessario cogliere e  valorizzare le loro differenze.

Aiutare i gemelli ad accettare e a vivere in modo sereno ed equilibrato la loro doppia identità di singoli individui e di gemelli è uno dei compiti più difficili dei genitori. 

Durante la crescita i gemelli possono entrare in competizione fra di loro o creare una forte dipendenza reciproca. Al di la del tipo di interazione stabilita, i gemelli sviluppano una relazione molto intensa semplicemente per il fatto che passano moltissimo tempo insieme.

Può succedere che, crescendo, i gemelli, soprattutto i monozigoti, scelgano di giocare solo fra di loro escludendo i fratelli e gli altri bambini; per prevenire questo atteggiamento conviene che, quando possibile,  i genitori, i nonni o le babysitter giochino con un gemello alla volta incoraggiando l’altro a giocare con un fratello o con altri bambini.

Separare i gemelli ogni tanto, il prima possibile, aiuta anche ad evitare che stabiliscano fra di loro modelli di comunicazione verbale, para verbale e non verbale che finirebbero per creare un vero e proprio codice di comunicazione difficile da interpretare per gli adulti e gli altri bambini.

Nella scuola dell’infanzia è utile stimolare i gemelli che condividono la stessa aula a giocare molto con gli altri bambini.

Alle elementari e alle medie, quando possibile, è preferibile iscrivere i gemelli in classi diverse.

Arrivo dei gemelli e gelosia dei fratelli più grandi

Se ci sono altri bambini in famiglia, l’arrivo di gemelli può provocare maggiori disagi della normale gelosia fra fratelli. I gemelli richiederanno la maggior parte del tempo e dell’energia dei genitori e richiameranno attenzioni particolari da parte dei nonni, degli zii degli amici o semplicemente delle persone che capita di incontrare per strada.
Quando la differenza di età lo permette, può essere opportuno e anche di una certa utilità  per la mamma coinvolgere i fratellini  più grandi nell’accudimento dei gemellini.
Diventa di fondamentale importanza tuttavia che i genitori dedichino alcuni momenti della giornata in esclusiva ai bambini più grandi, partecipando alle loro attività e ai loro giochi preferiti.

Gemelli ed organizzazione domestica

Prima del parto, fare in modo che la casa sia pulita, in ordine e pronta ad accogliere i gemellini, con un guardaroba organizzato, una adeguata scorta di pannolini , una vaschetta e i prodotti necessari per il bagnetto e le medicazioni del cordone ombelicale. Un cuscino apposito per l’allattamento dei gemelli potrà risultare molto utile. I primi giorni a casa saranno molto impegnativi: è importante che non vi siano incombenze domestiche che interferiscano con la cura dei nuovi arrivati.

Dopo il parto non anticipare la dimissione dall’ospedale, riposare il più possibile e farsi spiegare chiaramente dal personale sanitario tutte le cose su cui si hanno dubbi prima di tornare a casa, in modo che il rientro sia il più sereno possibile.

Una volta a casa è importante che la mamma dorma e riposi il più possibile e si faccia aiutare dal papà (o da altre persone di fiducia), facendo i turni per gestire i risvegli notturni, il bagnetto e le altre cure che i piccoli richiedono nei primi giorni.

E’ bene che il papà si occupi delle relazioni con parenti non stretti e con amici e che le visite siano rimandate ad un successivo momento: nei primi giorni a casa, la mamma deve essere tranquilla ed essere circondata solo da persone in grado di sostenerla ed aiutarla.

Come allattare i gemelli

Allattamento al seno dei gemelli

L’allattamento al seno è il miglior nutrimento possibile per ogni neonato, ideale per chi nasce prematuro, come spesso accade per i gemelli.

La regola d’oro per l’allattamento al seno dei gemelli è la seguente: quando uno di loro si sveglia per mangiare, tutti e due devono svegliarsi per mangiare. Anche se dispiace molto svegliare un neonato che dorme, è necessario ricordare che non c’è abbastanza tempo nella giornata per nutrirli uno dopo l’altro, a richiesta.

Una volta che sono entrambi svegli vanno attaccati contemporaneamente con una breve sosta per il ruttino durante l’allattamento e una sosta per il ruttino più lunga alla fine.

La mamma potrà scegliere se assegnare sempre il medesimo seno a ciascun gemello o se alternarli ad ogni poppata, in base a come è più comoda ed alle preferenze dei piccoli.

Se la mamma non avrà  nessuno che potrà aiutarla durante le poppate deve imparare rapidamente a gestire questo momento autonomamente.

Il modo migliore per allattare contemporaneamente è quello di utilizzare allo scopo un apposito cuscino per l’allattamento dei gemelli che va bene sia per l’allattamento al seno sia per quello artificiale.

La posizione migliore da adottare è la presa sottobraccio o da rugby: la madre sostiene la testa del bambino con la mano, mentre la schiena del piccolo è appoggiata al suo braccio posto lungo il fianco. Il volto del bimbo è di fronte al seno della mamma, la bocca all’altezza del capezzolo. Le gambe del piccolo sono sotto il  braccio della mamma, allungate sulla superficie del cuscino a cui la mamma è appoggiata. Inizialmente può essere necessario un aiuto per posizionare correttamente i bambini sul cuscino, ma presto la mamma sarà in grado di farlo da sola.

Se i gemelli sono venuti alla luce con parto cesareo bisogna attendere più o meno una settimana prima di utilizzare questo genere di cuscino che eserciterebbe pressione sulla ferita addominale. In attesa della guarigione della ferita è possibile utilizzare normali cuscini, che, appoggiati da entrambi i lati, consentano la presa sottobraccio.

La posizione che si assume durante l’allattamento deve essere comoda e posturalmente corretta per prevenire il mal di schiena.

Alla fine delle poppate diurne e dopo il ruttino, i gemellini potrebbero stare per un po’ su una sdraietta col tronco in posizione verticale per facilitare la digestione del latte; questo è un momento adatto per interagire e giocare con loro.

Allattamento dei gemelli con il biberon

Se la mamma non può o non desidera allattare i gemelli al seno, potrà comunque utilizzare il cuscino per l’allattamento dei gemelli. Anche per l’allattamento con il biberon, per evitare che la mamma trascorra tutta la giornata ad allattare, è bene organizzarsi per allattare i gemelli contemporaneamente, eventualmente con l’aiuto del papà. 

Cambio del pannolino e bagnetto

Subito dopo la poppata, conviene effettuare anche i cambi del pannolino visto che di solito il cambio si rende necessario dopo il pasto. Se la mamma ha a disposizione un aiuto (papà, nonni o baby sitter) può affidargli un gemello mentre cambia l’altro. Se è da sola, è necessario adagiare il secondo bimbo in uno spazio sicuro in modo da non doversi allontanare dal fasciatoio mentre si sta occupando del primo. E’ fondamentale che tutto l’occorrente per il cambio sia a portata di mano.

Nei primi mesi è preferibile fare il bagnetto separatamente, nel lavandino o nell’apposita vaschetta, con la necessaria presenza di una persona che aiuti  a prendersi cura dell’altro gemello. Quando i gemelli saranno più grandicelli ed in grado di stare seduti nella vasca da bagno o nella vaschetta da soli, sarà possibile fare il bagnetto ad entrambi contemporaneamente, ma sempre sotto stretta sorveglianza da parte della mamma o di un altro adulto.

Congedi di maternità e parentale per le mamme che lavorano come dipendenti

Con la nascita di due o più gemelli il congedo di maternità (ex astensione obbligatoria) non raddoppia ma rimane invariato: 5 mesi complessivi. Quindi, si ha diritto a uno o due mesi prima del parto e a tre o quattro mesi dopo il parto.

Il congedo parentale (ex astensione facoltativa) spetta invece per ciascun figlio. Nel caso della lavoratrice madre, quindi, spettano 6 mesi per ogni figlio.

Raddoppiano anche le ore per l’allattamento garantite che da 2 diventano 4 se si rientra al lavoro prima che i bambini abbiano compiuto un anno.

Pediatra di Famiglia a Cantù (CO) - Agenzia di Tutela della Salute dell'Insubria, Regione Lombardia. Tutor di Pediatria per il corso di Laurea Magistrale in Medicina e Chirurgia – Università degli Studi di Milano Bicocca.

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