​​

Perché è importante vaccinare i bambini?

pediatra con in mano una siringa tiene in braccio un neonato

Il 7 giugno 2017 è stato emanato il decreto-legge n. 73 che introduce l’obbligo di vaccinare i bambini italiani contro 10 malattie ritenute pericolose a livello individuale e collettivo. Questo provvedimento è stato reso necessario dal preoccupante calo di adesioni alle vaccinazioni obbligatorie e consigliate registrato negli ultimi anni, a partire in particolare dal 2013, che ha determinato una copertura vaccinale media nel nostro paese al di sotto del 95% (soglia minima raccomandata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità).

Le tante e contraddittorie informazioni che circolano sui vaccini, soprattutto in rete, hanno alimentato dubbi e ansie in molti genitori.

Ci preme ribadire che le vaccinazioni sono senza dubbio la pratica medica che ha maggiormente modificato in senso positivo lo stato di salute della popolazione mondiale. Alcuni anni fa, nell’introdurre un corso di aggiornamento per pediatri, il Prof. Burgio, uno dei padri della moderna pediatria, affermò che a suo avviso la medicina moderna era iniziata quando Jenner aveva scoperto il vaccino contro quella terribile malattia che è stata il vaiolo.

Anche in Italia, fino agli anni ’50, si potevano ancora registrare migliaia di casi di vaiolo, di poliomielite e di difterite. Molte di queste malattie colpivano in maniera particolare i bambini provocandone la morte o lasciando deficit permanenti.
La vaccinazioni estese a tutta la popolazione hanno permesso di cambiare radicalmente questo quadro e molte generazioni di nuovi genitori non hanno più la conoscenza diretta né la memoria di queste malattie.

Proprio questa situazione ha portato nel tempo i genitori ad allentare la guardia e molti hanno iniziato ad interrogarsi sul perché si debba ancora essere vaccinati per proteggersi da malattie che non si vedono più.

Perché vaccinare contro malattie che non esistono (quasi) più

In realtà l’unica malattia eradicata completamente dal nostro pianeta è il vaiolo. Si aveva ragione di pensare che nel giro di pochi anni lo sarebbe stata anche la poliomielite, ma purtroppo questo non si è ancora verificato.

Anzi, la diminuzione del numero di bambini vaccinati ha recentemente portato alla ricomparsa di malattie che pensavamo di aver debellato.

Se smettessimo di vaccinare, basterebbe un contatto con una persona infetta, proveniente da paesi nei quali l’infezione è ancora presente, per causare un’epidemia fra soggetti non vaccinati.

Perché vaccinare contro malattie più comuni

Se riuscite a comprendere quanto detto, risulta forse più facile capire l’utilità di vaccinazioni volte a prevenire malattie gravissime come la poliomielite, la difterite, il tetano e l’epatite B ma potrebbe risultare ancora difficile capire perché è importante vaccinare anche contro malattie più comuni come la pertosse, il morbillo, la parotite, la rosolia e, adesso, anche contro le forme invasive che possono presentarsi durante le infezioni causate da batteri come l’emofilo di tipo b, lo pneumococco, il meningococco.

E’ giusto sapere che queste malattie, molto frequenti, possono essere associate a gravi complicanze.
La pertosse, specie nel bambino sotto l’anno di vita, si associa frequentemente a complicazioni come la polmonite ed a malattie del sistema nervoso che si manifestano con convulsioni.
In Italia si sono recentemente verificati alcuni decessi per morbillo malattia che ha, una volta su 1000-2000 casi, la possibilità di complicarsi lasciando danni permanenti.
Anche la parotite (i comuni “orecchioni”) può complicarsi con malattie del sistema nervoso, mentre la rosolia, praticamente innocua nel bambino, può provocare gravi malformazioni del feto se viene contratta da una donna durante la gravidanza.  Per quest’ultima malattia, la vaccinazione durante l’infanzia è uno sguardo rivolto al futuro se si tratta di una bambina, ma vaccinare anche i maschi, significa impedire che il virus della malattia circoli nella popolazione ed arrivi alle donne non protette che aspettano un figlio.

primo piano della spalla di un bambino durante la vaccinazione

Protezione individuale e immunità di gregge

Esistono pertanto due buoni motivi per vaccinare i nostri bambini:

  • uno individuale che mira a proteggere il bambino da una malattia potenzialmente grave con un vaccino efficace e abbastanza sicuro;
  • uno collettivo perché vaccinare la grande maggioranza della popolazione, più del 95 %, è il primo passo per ridurre la circolazione del virus avendo come obiettivo finale quello di far scomparire quella malattia dal nostro pianeta rendendo non più necessaria la vaccinazione.

Quando si vaccina in modo esteso per una malattia che viene trasmessa da persona a persona, infatti, il germe responsabile di essa trova una barriera impenetrabile fatta di persone immuni e si estingue.

Per motivi pratici è impossibile vaccinare la totalità della popolazione. Alcuni bambini, ad esempio, non possono essere vaccinati per la presenza di particolari problemi di salute (deficit immunitari).
La vaccinazione estesa della popolazione protegge indirettamente anche loro.

E’ importante infine sapere che i vaccini attualmente utilizzati sono sempre più efficaci e sicuri, grazie ai progressi della ricerca medica ed alla complessa serie di controlli di qualità a cui vengono costantemente sottoposti.

 

Pediatra, esperto in omeopatia

Le informazioni di tipo sanitario contenute in queste pagine non possono in alcun modo intendersi come riferite al singolo e sostitutive dell'atto medico; per i casi personali si invita sempre a consultare il proprio Pediatra. I contenuti di queste pagine sono soggetti a verifica e revisione continua; tuttavia sono sempre possibili errori e/o omissioni. amicopediatra.it non è responsabile degli effetti derivanti dall'uso di queste informazioni.