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Scarso accrescimento: come capire (e cosa fare) se il bambino non cresce

Molti genitori hanno il dubbio o la convinzione che il loro bambino cresca poco o comunque sia più piccolo dei coetanei o rispetto alle loro aspettative.

Uno scarso accrescimento (sia di peso che di altezza) è motivo di preoccupazione dei genitori e spesso li spinge a richiedere una valutazione pediatrica.

Nella maggioranza dei casi può essere un falso problema; in altri casi il dubbio dei genitori è fondato e necessita di monitoraggio e di un approfondimento diagnostico.

Vediamo quindi di capire

  • cosa si intende per scarso accrescimento,
  • quali fattori influenzano la crescita,
  • come si valuta la crescita,
  • le possibili cause di scarsa crescita nel lattante e nel bambino e
  • cosa si può fare.

Cosa significa scarso accrescimento

Quando si parla di scarso accrescimento ci si riferisce sia al peso, sia alla lunghezza (del bambino che ancora non sa stare in posizione eretta) o altezza (del bambino capace di stare stabilmente in posizione eretta, a partire orientativamente dai 2 anni).

Quando invece si parla di scarsa crescita ci si riferisce in particolare al peso; quando si parla di bassa statura ci si riferisce alla lunghezza/altezza.

Più precisamente si parla di scarso accrescimento quando:

  • a qualsiasi età, si registra una crescita di peso o di altezza o di entrambi inferiore al 3°-5° percentile utilizzando le tabelle dei percentili;

  • dopo i 2 anni, utilizzando il BMI (Body Mass Index) per la valutazione del  rapporto peso/altezza, si registrano  valori inferiori al 5° percentile;
  • la curva di crescita scende di due percentili. Ricordiamo che i percentili sono rappresentati da alcune linee che corrispondono al 5°, 10°, 25°, 50°, 75° e 95° percentile; una diminuzione di due o più percentili (per es. dal 25° al 5°, ma anche dal 75° al 25°) è indicativa di scarso accrescimento;
  • la velocità di crescita è inferiore a quella normale per l’età.

Quali fattori influenzano la crescita

La crescita fisica di un bambino viene valutata prendendo in considerazione in particolare il suo peso, la sua altezza (che viene più precisamente chiamata lunghezza nei primi 2 anni di vita quando il bambino viene misurato steso) e la sua circonferenza cranica (particolarmente importante nel primo anno di vita).

Una crescita regolare, ben proporzionata è indice in generale di buona salute, ed è dovuta a fattori genetici, nutrizionali, ambientali e ormonali. Uno scarso accrescimento nei primi anni di vita, se non curato, può essere invece dannoso per lo sviluppo cerebrale del bambino.

Nella valutazione della crescita vanno considerati una serie di fattori.

Potenziale genetico

La conoscenza del peso ma in particolare dell’altezza dei genitori permette di stabilire (con una certa approssimazione) quella che sarà la statura definitiva che il bambino dovrebbe raggiungere in condizioni ottimali.

Una previsione che si allontana da questo valore può far sospettare quindi una malattia o problemi di altro genere. E’ importante sapere che la previsione è significativa (attendibile) dopo il secondo anno di vita; nei primi due anni di vita, infatti, la crescita è molto influenzata dai fattori perinatali (età gestazionale e peso alla nascita) e non è indicativa della statura finale.

Età gestazionale

I neonati pretermine (nati prima della 38° settimana di gestazione) ed in particolare i neonati definiti SGA – Small for Gestational Age (ovvero “più piccoli” rispetto alla media dei neonati di pari età gestazionale) possono presentare frequentemente uno scarso accrescimento nei primi 2-3 anni di vita, ma la maggior parte di loro recupera una crescita normale successivamente.

Fattori nutrizionali

Una adeguata alimentazione è indispensabile per un buon accrescimento staturo-ponderale. Un apporto di calorie non adeguato ai fabbisogni può essere dovuto ad una ridotta assunzione o ad un cattivo assorbimento delle sostanze nutritive necessarie e nel tempo porterà ad un deficit dell’accrescimento. Anche una eccessiva perdita (es. diarrea cronica) o un aumento del metabolismo che si verificano in alcune malattie (endocrinologiche e non endocrinologiche) possono essere responsabili di un apporto calorico non adeguato alla crescita.

Fasi di crescita

Ci sono tre fasi di crescita che riguardano età differenti della vita: lattante, bambino, pubertà. Nei primi due anni di vita la crescita normale del bambino è molto rapida; si ha quindi successivamente un fisiologico rallentamento (che spesso preoccupa i genitori), per poi accelerare nuovamente in periodo puberale.

Stagionalità

La velocità di crescita staturale aumenta in periodo primaverile-estivo, per poi ridursi in autunno-inverno

Fattori psicosociali

Problemi psicologici o affettivi familiari, sono fattori che possono intervenire condizionando la crescita del bambino

Cause mediche

Malattie genetiche o endocrinologiche, malassorbimento, malattie croniche possono essere causa di uno scarso accrescimento.

Come si valuta la crescita

La valutazione della crescita spetta al pediatra che, in occasione dei bilanci di salute o delle visite periodiche, rileverà una serie di parametri utili per comprendere se la crescita del bambino sia corretta o vi sia un problema di scarso accrescimento. Per questa valutazione il pediatra valuta diversi parametri.

Anamnesi

Il pediatra esegue un’anamnesi per verificare se vi sia familiarità per malattie genetiche, endocrinologiche, metaboliche o malassorbimento (es. celiachia). Raccoglie anche informazioni circa la gravidanza e il parto (eventuali malattie infettive durante la gravidanza, prematurità). Verifica anche con l’aiuto dei genitori se la quantità di latte assunto dal lattante e le modalità di preparazione e somministrazione del latte siano corrette. Nel bambino più grandicello, verificherà se l’alimentazione sia correttamente bilanciata o se vi siano possibili carenze di apporti nutrizionali.

Misure antropometriche e curva di crescita (o curva dei percentili)

Nel corso delle visite il pediatra provvede a rilevare con appositi strumenti (bilancia pesa neonato, bilancia per adulti, paidometro per misurare la lunghezza e statimetro per misurare l’altezza, craniometro per misurare la circonferenza cranica) e quindi a segnare i valori di

  • peso,
  • lunghezza (nei primi due anni di vita) o altezza (dopo i due anni); tra i due e i tre anni possono essere rilevate entrambe le misure di lunghezza e altezza, in particolare nel bambino che non cresce, perché la doppia misurazione consente una rilevazione più accurata della statura;
  • circonferenza cranica (fino ai tre anni, ma di particolare importanza soprattutto nel primo anno di vita)

Questi valori presi consecutivamente e collegati tra di loro formeranno una curva (chiamata appunto curva di crescita), che si disegnerà su una tabella dei percentili. La valutazione della curva di crescita è particolarmente importante – molto più della singola misurazione! – perché permette di seguire l’andamento della crescita nel tempo e quindi di valutare se il bambino segue la sua curva di crescita o invece presenta un rallentamento che lo porta ad una variazione dei percentili. Generalmente è definito scarso accrescimento una crescita del bambino inferiore al 3°-5° percentile (in altezza, peso o entrambi).

In generale possiamo dire che:

  • bambini che hanno una bassa statura rispetto al peso possono avere problemi endocrinologici o scheletrici;
  • bambini che hanno un peso particolarmente basso rispetto alla statura (sono cioè molto magri), possono avere problemi nutrizionali;
  • bambini che hanno una testa particolarmente piccola rispetto al peso e alla statura possono avere più frequentemente problemi neurologici.

Ma attenzione: solo il pediatra può valutare se vi siano problemi di accrescimento o se i valori di peso e altezza rilevati siano comunque normali, anche se si discostano dalla media (ad esempio, un bambino longilineo avrà un percentile di altezza maggiore di quello di peso).

Età ossea

In particolare nel caso di bassa statura il pediatra potrebbe richiedere una radiografia del polso e della mano sinistra, che permette di stabilire se la maturazione delle ossa è corrispondente o meno all’età del bambino. Un lieve ritardo nella maturazione ossea orienterà verso un ritardo costituzionale di crescita, mentre un ritardo marcato fa pensare a malattie, spesso di tipo genetico o endocrinologico, o ad un malassorbimento.

Cause di scarso accrescimento

Le possibili cause di scarsa crescita del lattante e del bambino sono molteplici.

Cause di scarso accrescimento nel lattante

  • Infezioni materne in gravidanza, in particolare causate da agenti infettivi del gruppo TORCH (Toxoplasma, Rosolia, Citomegalovirus);
  • prematurità e basso peso alla nascita;
  • malattie genetiche e metaboliche;
  • fibrosi cistica: rara malattia che porta a problemi respiratori e malassorbimento, attualmente precocemente identificata attraverso lo screening neonatale;
  • problemi psicologici materni (depressione post partum);
  • insufficiente quantità di latte: alcuni neonati presentano difficoltà alla suzione al seno/biberon, oppure non vengono allattati correttamente o abbastanza spesso;
  • uso eccessivo di acqua o tisane o succhi di frutta in sostituzione del latte;
  • reflusso gastroesofageo (da non confondere con il normale rigurgito fisiologico): provoca dolore, irritabilità, difficoltà nella suzione, vomito;
  • difficoltà nella suzione e deglutizione;
  • allergia alle proteine del latte vaccino: nel lattante può essere causa di scarsa crescita ma è in genere accompagnata da altri sintomi (diarrea, vomito, sangue nelle feci, a volte eruzione cutanea);
  • malattie cardiache o respiratorie importanti (causano un aumentato fabbisogno di calorie).

Cause di scarso accrescimento nel bambino più grande

  • Insufficiente apporto calorico;
  • celiachia e malattie croniche intestinali;
  • malattie endocrinologiche (es. malattie della tiroide, deficit di GH, diabete);
  • problemi psicologici e relazionali (situazioni stressanti per il bambino e la famiglia, cattive abitudini alimentari, alimentazione selettiva o inadeguata all’età, anoressia, inadeguata relazione genitori-bambino);
  • malattie croniche (cardiache, renali, polmonari), infettive e tumorali (molto rare).

Quando preoccuparsi per lo scarso accrescimento del bambino

Se temete che il vostro bambino non stia crescendo adeguatamante, rivolgetevi al vostro pediatra: come abbiamo visto, molto spesso saranno sufficienti alcuni consigli ed alcune modifiche nel comportamento alimentare.

In altri casi sarà il pediatra a confermare uno scarso accrescimento e a valutare la eventuale necessità di approfondimento diagnostico tramite l’esecuzione di alcuni esami o con una consulenza specialistica (es. endocrinologica, nutrizionale, cardiologica, psicologica, gastroenterologica).

Cosa fare

Lo scarso accrescimento non è una diagnosi ma un segno clinico: le cause di una scarsa crescita sono, come abbiamo visto, veramente molte, e molto differenti tra loro. In caso di scarso accrescimento, oltre ad eventuali approfondimenti diagnositici prescritti dal pediatra, è importante quindi seguire le indicazioni ricevute, rivedendo le modalità di allattamento al seno o di preparazione del latte in formula, modificando le abitudini alimentari della famiglia per adottare un’alimentazione varia ed equilibrata, con l’aiuto se necessario di figure di supporto (psicologo, dietista).

E’ importante invece evitare il ricorso a integratori o stimolanti l’appetito, che devono nel caso essere prescritti dal pediatra.


Articolo scritto in collaborazione con la D.ssa Marianna Casertano


Pediatra di Famiglia a Santa Maria Capua Vetere (CE) – ASL Caserta – Regione Campania

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