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Le vaccinazioni per l’adolescente: quali sono, quando farle e perché

ragazzi adolescenti ripresi dal basso sorridono abbracciandosi

L’adolescenza ha avuto a lungo un ruolo marginale nei programmi vaccinali; fino all’inizio degli anni 2000 non erano previste vaccinazioni specifiche per questa fascia di età.
La messa a punto di vaccini nuovi, efficaci e ben tollerati rivolti in modo specifico agli adolescenti ha portato al centro dell’attenzione l’età adolescenziale, ritenuta ora di importanza fondamentale come momento di prevenzione sia individuale che collettiva.
Il Piano di Prevenzione Vaccinale 2017-2019 dedica un capitolo intero all’importanza delle vaccinazioni per gli adolescenti, ovvero alla popolazione di età compresa tra gli 11 e i 19 anni compiuti.

Perché è importante vaccinare gli adolescenti

E’ importante ricordare che le vaccinazioni rappresentano un importantissimo strumento di protezione sia individuale che collettiva nei confronti di malattie infettive potenzialmente molto gravi.

Purtroppo una applicazione non sempre corretta delle campagne vaccinali per l’infanzia e la diffusione di messaggi ingiustificatamente allarmistici riguardo a possibili effetti dannosi delle vaccinazioni ha portato in molte Regioni italiane ad una riduzione della percentuale di bambini vaccinati. Questo non ha consentito di raggiungere la soglia (almeno il 95% di soggetti vaccinati)  che garantisce la cosiddetta “immunità di gregge” in grado di proteggere anche le persone che non possono essere vaccinate (immunodepressi ) e quelle che sfortunatamente, pur vaccinate, non hanno raggiunto un livello di anticorpi sufficienti a proteggerli da una specifica malattia infettiva.
Questa situazione ha portato ad uno spostamento dell’insorgenza di malattie prevenibili con le vaccinazioni verso l’età adolescenziale e adulta. 

L’adolescenza ha fra le proprie caratteristiche frequenti momenti di socialità allargata (discoteche, palestre, bar, scuole) che possono favorire la diffusione di infezioni.
Spesso l’adolescente diventa quindi il portatore di alcune malattie infettive che possono colpire poi soggetti non vaccinati come bambini di età inferiore ai 3 mesi o anziani o può a sua volta contrarre malattie infettive, con conseguenze talora anche gravi.

Pur sapendo che gli adolescenti sono una fascia socialmente difficile da raggiungere e convincere, ci preme ribadire ai genitori l’importanza di  sollecitare i loro ragazzi ad adottare un comportamento responsabile nei confronti del tema vaccinazioni.
L’adolescente  è psicologicamente alla ricerca di indipendenza dai genitori e questo lo porta spesso a contrapposizioni preconcette nei confronti di quanto viene da loro proposto o consigliato. La salute non si trova ai primi posti nella scala di importanza a questa età anzi spesso si vedono adottare, quasi come sfida, comportamenti a rischio.  

Vaccini raccomandati per gli adolescenti sulla base delle più recenti conoscenze scientifiche

Sulla base delle più recenti conoscenze scientifiche, in adolescenza è raccomandata la prima somministrazione di vaccinazioni rivolte in modo specifico a questa fascia d’età e non previste durante l’infanzia (in particolare anti-HPV e antimengococco ACYW), oltre ai richiami delle vaccinazioni già fatte durante l’infanzia. Vediamo quali sono e perché sono importanti.

Vaccinazione anti-papillomavirus (anti-HPV, Human Papilloma Virus)

A cosa serve

E’ una vaccinazione indicata in modo specifico per l’adolescente ed è il primo vaccino in grado di prevenire forme tumorali: tumori del collo dell’utero nelle femmine e tumori della regione anale e del cavo orofaringeo in entrambi i sessi. La prevenzione riguarda anche lesioni benigne ma molto fastidiose come i condilomi.

La vaccinazione anti-HPV si è dimostrata molto efficace nel prevenire nelle donne il carcinoma della cervice uterina (collo dell’utero), soprattutto se effettuata prima dell’inizio dell’attività sessuale; questo perché induce una protezione maggiore prima di un eventuale contagio con il virus HPV, che avviene appunto per via sessuale. Viene offerto in modo attivo (su invito dell’Ufficio d’Igiene o ASL competente) nel corso del dodicesimo anno di vita, sia alla popolazione femminile che maschile con l’obiettivo di proteggere l’adolescente prima dell’inizio dell’attività sessuale.

Quando fare la vaccinazione anti-HPV

Entrambi i vaccini utilizzati in Italia hanno una efficacia elevata se somministrati prima del contagio con il papillomavirus.

La schedula vaccinale prevede la somministrazione di

  • 2 dosi a distanza di 6 mesi una dall’altra nei soggetti fino a 13-14 anni;
  • 3 dosi con  distanza di  1-2 mesi e di 6 mesi dalla prima per i più grandi.

Per chi è gratuita

  • Dal 2007/2008, la vaccinazione anti-HPV è offerta gratuitamente e attivamente alle bambine nel dodicesimo anno di vita (undici anni compiuti) in tutte le Regioni e Province Autonome italiane.
  • Nel nuovo Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale 2017-2019 e nei nuovi LEA (Livelli Essenziali di Assistenza)  la vaccinazione è gratuita nel corso del dodicesimo anno di età anche per i maschi, a partire dall’anno di nascita 2006.

La maggior parte delle Regioni prevede il pagamento agevolato per altre fasce di età, non oggetto di chiamata attiva né di attività di recupero.

Vaccinazione contro il meningococco

A cosa serve

Il meningogococco (o Neisseria Meningitidis) appartiene ad una famiglia di batteri che comprende diversi sottotipi: i più comuni in Italia ed in Europa sono i meningococci B e C, responsabili, in caso di infezione, di setticemia (infezione del sangue) e meningite (infiammazione della membrana che avvolge il cervello), che possono lasciare gravi danni neurologici permanenti e, nel 10% dei casi, portare alla morte.

I dati statistici indicano due momenti in cui è più facile contrarre una infezione da meningococco: la prima infanzia e l’adolescenzaL’elevato numero di casi di meningite nei ragazzi e nei giovani adulti è dovuto soprattutto allo stile di vita che li vede spesso aggregarsi in locali chiusi ed affollati con scambi frequenti di bicchieri e sigarette.

Quando fare la vaccinazione contro il meningococco agli adolescenti

Il Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale 2017-2019 raccomanda l’esecuzione di una dose di vaccino anti-meningococcico quadrivalente ACYW135 sia nei soggetti adolescenti che non hanno  eseguito la vaccinazione anti-meningococco C nell’infanzia sia in quelli che l’hanno eseguita, in quanto la protezione data dalla prima somministrazione tende a diminuire nel tempo. L’aumento di casi in cui sono implicati i sierotipi Y e W135 indica in modo chiaro il vaccino quadrivalente come quello di elezione come richiamo o  prima vaccinazione negli adolescenti.

Occorre ricordare che anche il sierotipo B può essere responsabile di meningiti in questa fascia di età; il Piano Nazionale di Protezione Vaccinale prevede ad oggi la vaccinazione anti-meningococco B solo durante l’infanzia (quando è massimo l’impatto della malattia) e non per gli adolescenti, anche se è allo studio la possibilità di offrire attivamente questa vaccinazione anche alla popolazione adolescente.

Per chi è gratuita

In alcune Regioni la somministrazione del vaccino quadrivalente ACYB135 è offerta gratuitamente agli adolescenti (sia in funzione di richiamo sia in funzione di prima vaccinazione in soggetti mai vaccinati in precedenza con antimeningococco C ) e rimane gratuita fino al compimento dei 18 anni. In altre Regioni il vaccino  è offerto ad un prezzo calmierato (in regime di co-pagamento).

La vaccinazione contro il meningococco B, di introduzione abbastanza recente, viene offerta in maniera attiva e gratuita solo ai nati dal 1/1/2017 in poi. Per i nati negli anni precedenti molte ASL offrono la possibilità di vaccinarsi ad un prezzo calmierato.

Vaccinazioni contro difterite, tetano, pertosse e poliomelite

Per gli adolescenti si raccomanda un richiamo per difterite, tetano, pertosse e poliomielite(vaccini già previsti durante l’infanzia)da effettuare con vaccini combinati con i dosaggi antigenici ridotti previsti per gli adulti.

I richiami delle vaccinazioni obbligatorie durante l’infanzia sono gratuiti.

E’ bene ricordare che il titolo anticorpale specifico (ovvero la capacità di difesa immunitaria dell’organismo) per ogni singolo agente infettivo tende a ridursi man mano che ci si allontana dall’ultima somministrazione  di vaccino. E’ quindi importante che, anche dopo l’ultimo richiamo in adolescenza, si ricorra alla vaccinazione anche in età adulta, ad intervalli regolari o in particolari momenti della vita (es. gravidanza).

Per il tetano si raccomanda un richiamo ogni 10 anni se si vuole mantenere la sua efficacia.

Lo stesso vale per la difterite: in Italia dal 1996 non si segnalano casi, ma in paesi industrializzati come la Spagna e il Belgio che hanno coperture vaccinali più basse si sono verificati di recente piccole epidemie. Bisogna anche ricordare che sono possibili casi di importazione da paesi poveri in cui i bambini non vengono vaccinati per motivi economici e in cui la difterite è ancora molto diffusa.

Per la pertosse si sa che né la malattia fatta in modo naturale né la vaccinazione eseguita da bambini garantiscono una immunità permanente. E’ quindi possibile contrarre più volte la malattia nel corso della vita. Gli adolescenti e  gli adulti possono trasmettere la malattia ai lattanti non ancora protetti dalla vaccinazione che possono ammalarsi in modo molto più grave. Quest’ultima considerazione porta a consigliare alle donne in attesa di un bimbo di vaccinarsi per la pertosse nell’ultimo trimestre di gravidanza per proteggere il lattante nei primi mesi di vita.

Il consiglio di somministrare agli adolescenti  un richiamo del vaccino per la poliomielite deriva dall’abbassamento del titolo anticorpale nelle nazioni polio-free (l’Italia lo è dal 2002), e dal concomitante rischio di casi di importazione come ad esempio dalla Siria,  dove dal 2013 vi è una recrudescenza dell’infezione.

Vaccinazioni contro varicella, morbillo, parotite, rosolia

Si tratta di malattie la cui pericolosità è maggiore se vengono contratte in età adulta (morbillo, varicella, parotite) o che, se contratte durante la gravidanza, sono pericolose per il feto (rosolia e varicella).

Il Piano  Nazionale di Prevenzione Vaccinale 2017-2019 prevede che i ragazzi che non hanno contratto la varicella in modo naturale o che non siano stati vaccinati in precedenza vengano vaccinati a 12 anni con 2 dosi di vaccino antivaricella monovalente a distanza di un mese almeno l’una dall’altra.

Anche per morbillo, parotite e rosolia, il Piano Nazionale di Prevenzione nazionale prevede la vaccinazione in adolescenza dei soggetti non immunizzati o il completamento dei cicli vaccinali incompleti.

Vaccinazioni contro influenza, pneumococco ed epatite A

Influenza: se ne consiglia l’esecuzione annuale in adolescenti a rischio di complicanze.

Pneumococco: se ne consiglia l’esecuzione in adolescenti a rischio di complicanze se non è stata effettuata in precedenza.

Epatite A: molto importante per soggetti come gli adolescenti che hanno stili di vita che li espongono in maggior misura a questo virus che si trasmette per via oro-fecale (scambi frequenti di bicchieri e sigarette, promiscuità sessuale) e che spesso effettuano viaggi in paesi in cui l’epatite A è molto diffusa.
Per una protezione duratura sono necessarie 2 dosi a distanza di 6-12 mesi una dall’altra.  

In pratica, cosa fare per sapere quali vaccinazioni fare durante l’adolescenza?

Non è sempre semplice per un genitore sapere cosa fare e ricordare quali vaccinazioni il proprio figlio abbia fatto durante l’infanzia, anche perché l’offerta vaccinale (e quindi il numero di vaccinazioni obbligatorie, facoltative o raccomandate) è diversa a seconda dell’anno di nascita. Il primo passo è quindi richiedere alla ASL competente territorialmente copia del Certificato vaccinale. Occorrerà quindi valutare con il proprio medico o con il servizio vaccinazioni dalla propria ASL quali vaccinazioni sia opportuno eseguire durante l’adolescenza, e quando, a completamento o integrazione di quelle fatte durante l’infanzia.

Per sapere quali vaccinazioni sono obbligatorie, facoltative o raccomandate per l’anno di nascita di tuo figlio o tua figlia, puoi provare il Calcolatore delle vaccinazioni di Amico Pediatra.